Isolare gli strumenti di misura più sensibili al mondo dalle vibrazioni del terreno è una delle principali sfide tecnologiche affrontate dal progetto Virgo, l’interferometro realizzato a Cascina per la ricerca sulle onde gravitazionali.
In un articolo dedicato a questa tecnologia, Il Tirreno ha raccontato il contributo di Galli e Morelli alla realizzazione dei superattenuatori, i sistemi di isolamento sismico che proteggono gli specchi dell’interferometro dalle vibrazioni ambientali e consentono di raggiungere la straordinaria sensibilità richiesta dall’esperimento.
Come riportato nell’articolo:
«Galli e Morelli hanno fornito gli strumenti necessari, definiti attenuatori o ammortizzatori, per rispondere a questa esigenza. Ciascuno di essi è in grado di abbassare di 10 miliardi di volte l’impatto di una vibrazione proveniente dal terreno che circonda l’impianto.»
I superattenuatori rappresentano uno degli elementi fondamentali dell’interferometro Virgo. Progettati per operare in condizioni di alto vuoto, consentono di isolare gli specchi dalle vibrazioni del terreno, rendendo possibile la rilevazione delle onde gravitazionali generate dagli eventi più energetici dell’universo.
L’esperienza maturata nello sviluppo di questi sistemi ha rappresentato un’importante tappa nella crescita tecnologica di Galli e Morelli, aprendo negli anni la strada a collaborazioni con università, laboratori e grandi infrastrutture di ricerca internazionali, tra cui l’INFN, il NIKHEF (progetto E-TEST), la Maastricht University (progetto ETPathfinder), i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (progetto GEMINI), il progetto giapponese KAGRA e prestigiosi istituti statunitensi come il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e il California Institute of Technology (Caltech).
La partecipazione al progetto Virgo ha consolidato le competenze di Galli e Morelli nella meccanica di precisione applicata alla ricerca scientifica, creando le basi per nuove collaborazioni nei settori delle onde gravitazionali, della fisica delle particelle, della ricerca sui neutrini e di altre grandi infrastrutture scientifiche internazionali.
Nota: Estratto dall’articolo originale pubblicato su Il Tirreno. Tutti i diritti sul testo della recensione sono riservati all’editore.


